Viaggio in Cina: riflessioni in libertà

Il viaggio in Cina organizzato da Don Marco è stato veramente bello, non solo perché ci ha consentito di visitare un Paese affascinante, di apprezzarne l’arte e di comprenderne, superando i nostri pregiudizi, la cultura e le abitudini di vita delle persone – anche grazie all’empatia delle guide cinesi Stella e Matteo – ma anche per aver condiviso le emozioni del viaggio e la quotidianità con i nostri compagni di avventura, a noi prima in massima parte sconosciuti, con i quali la conversazione è stata piacevole e spesso anche arricchente. Un grazie speciale va a Don Marco, la cui pacata, talora leggera ma più spesso profonda parola ci ha accompagnato arricchendo la giornata. Speriamo davvero di avere altre occasioni per vivere esperienze così gratificanti insieme


Cina: tra l’eternità della pietra e la velocità del futuro

Scrivere di questo viaggio significa provare a tenere insieme l’immobilità della storia millenaria e la velocità vertiginosa della tecnologia moderna.

Se dovessi sintetizzare il senso di questo viaggio, lo farei attraverso un contrasto che porto ancora sotto la pelle. Lassù, sui gradini ripidi della Grande Muraglia, ho sentito il peso del silenzio e della pietra: una fatica antica, quasi sacra, che ti costringe a guardare indietro per capire quanto cammino l’uomo sia capace di compiere per proteggere ciò che ama. Salire sulla Grande Muraglia mi ha fatto sentire piccola. Quei gradini consumati dal tempo raccontano di una tenacia umana che sfida i secoli. È una pietra che parla di protezione e di confini, ma anche di una bellezza che toglie il fiato.

Quello stesso senso di rispetto mi ha travolto davanti ai volti dell’Esercito di Terracotta: migliaia di sguardi, tutti diversi, che sembrano trattenere il respiro da millenni. La cosa che più mi ha colpito è che ogni soldato ha un’espressione unica: sembra quasi di poter sentire i loro pensieri. È un esercito silenzioso che custodisce un’eternità che incute rispetto.
Ma la vera magia della Cina è che questo passato monumentale non vive in un museo polveroso; pulsa accanto a una tecnologia che sembra uscita da un film di fantascienza. Mi ha colpito come la stessa mano che accende l’incenso in un tempio millenario, un istante dopo usi uno smartphone per pagare un tè con un codice QR o per salire su un treno che viaggia alla velocità del pensiero, o per ordinare un pasto a domicilio da una stanza di un hotel che viene consegnato da un robot, con tanto di cappello, direttamente alla porta dopo aver attraversato la hall, essere salito in ascensore e percorso il corridoio del piano.

È un Paese che corre verso il futuro senza staccare i piedi dalla propria terra, insegnandoci che si può essere iper-connessi con il mondo di domani restando, profondamente, custodi della propria anima antica.

Sono tornata a casa con un’immagine precisa: la sagoma della Muraglia che si staglia nel cielo e lo schermo di uno smartphone che illumina un volto a Shanghai. Due volti della stessa medaglia che mi hanno insegnato quanto sia profondo e complesso il cuore di questa terra. Questo viaggio mi ha regalato una prospettiva diversa: ho capito che la distanza tra noi e la Cina non si misura in chilometri, ma nella incredibile capacità dei suoi abitanti di far dialogare l’eternità della storia con la velocità del domani.


Mai avrei pensato di andare in Cina. Ma quando Don Marco ha aperto le iscrizioni per quel paese, per me assolutamente sconosciuto, non ho resistito e mi sono iscritta.

Andare in Cina , come ci ha spiegato Don Marco, non è stata “ una vacanza, ma è stato un viaggio”. Un viaggio che ci ha permesso  di scoprire , anche se in piccola parte, la civiltà cinese e di cogliere le differenze fondamentali  che la contraddistinguono dalla nostra.

Tante sono le cose che mi hanno colpito : la grande muraglia, la città proibita, l’enormità e le luci di Shanghai, il modo di essere e di pensare dei cinesi raccontatici dalle brave guide che ci hanno accompagnato e molto altro. Ma ciò che  mi ha davvero impressionato è stato “ l’esercito di terracotta”, risalente, circa, al 200 a. C

Si tratta di 8000 statue ( quelle scoperte fino ad ora) ad altezza naturale che   componevano l’esercito che doveva accompagnare l’imperatore  nell’aldilà.  E’ da chiedersi perché l’imperatore abbia voluto costruire un un esercito così immenso.   Alcuni ritengono che avendo potere assoluto sulla terra , volesse mantenerlo anche nell’aldilà e perciò volesse essere accompagnato da un grande esercito che avrebbe potuto difenderlo contro i nemici e gli spiriti del mondo dei morti.  Ciò in quanto all’epoca si credeva nell’immortalità e pertanto era necessario  prepararsi agguerriti per la futura vita dopo la morte terrena.

Io penso che in fin dei conti anche quell’imperatore, come tutti gli esseri umani, temesse l’ignoto che accompagna la nostra morte e volesse in qualche modo proteggersi. Ed in ciò sta, a mio parere, la differenza con chi crede ed ha fede in Dio. Noi siamo certi che non dovremo difenderci da nessuno, anzi, se lo meriteremo, saremo accolti da un Dio caritatevole che ci permetterà di vivere per sempre in Lui e con Lui.

Nel mondo di oggi, invece,  i cinesi si dichiarano perlopiù atei, nel senso che non praticano le religioni tradizionali, ma comunque s’intravede in loro una filosofia di vita che li guida sempre verso il bene della comunità. A differenza  del mondo occidentale dove l’individualismo  predomina.

E’ stato un bellissimo viaggio!!  Ci ha regalato così tante emozioni che a fatica riesco ad esprimerle, ma nel tempo poco per volta sono certa che riuscirò a riviverle.

Claudia



Ho notato che non ho visto cani nelle città e i gatti solo nelle pagode Buddiste.
Particolare la cura dei fiori in tutte le città e della natura compresa la pulizia delle strade.
Grazie Don Marco per questa opportunità.
Anna Buono


Pechino, Xi’an, Shanghai

Il viaggio di 8 giorni tra Pechino, Xi’an e Shanghai è stato intenso e concentrato, con un programma serrato che lo ha reso a tratti stressante. Nonostante i ritmi, si è rivelato estremamente formativo.

Impressioni sul sistema: Ho toccato con mano il modello comunista cinese. Il livello di controllo è evidente ovunque, dalle strade alle app, ma la conseguenza diretta è un forte senso di sicurezza e ordine. Si percepisce che il sistema funziona e garantisce stabilità al Paese.

Luoghi visitati:
Pechino: Città Imperiale, Grande Muraglia e modernità delle Olimpiadi.
Xi’an: L’Esercito di Terracotta lascia senza fiato.
Shanghai: Il contrasto tra il Bund storico e i grattacieli di Pudong.

Ogni sito amplifica la grandezza della Cina: non solo quella millenaria, ma soprattutto quella attuale e in prospettiva futura. Infrastrutture, tecnologia e organizzazione mostrano un Paese proiettato in avanti.

Considerazione finale: Come ogni viaggio, anche questo mi ha aperto la mente.
Vivere una realtà così diversa aiuta ad accettare le differenze culturali e a capire che esistono altri modi di intendere società, sicurezza e sviluppo.
Un’esperienza faticosa ma di grande valore.


Il viaggio e’ stato molto interessante e coinvolgente. Ci ha permesso di conoscere da vicino un paese con cultura e tradizioni diverse dalle nostre. Abbiamo superato alcuni pregiudizi verso questa grande nazione apprezzandone la storia millenaria . 

Nel durante si sono creati nuovi rapporti interpersonali tra i partecipanti.

La guida cinese, Stella ,che ci ha seguito in tutto il viaggio e’ stata per noi in vero punto di riferimento. Sin da subito ci ha detto:” questa non è una vacanza, e’ un viaggio!”. E così e’ stato. Giornate piene ed intense, sempre ricche e coinvolgenti.

Don Marco e’ stato poi il cuore di tutti noi. Dalla preghiera mattutina recitata insieme al saluto della sera, la sua presenza e’ stata importante e speciale.

Un’esperienza da ripetere!

Lucia e Andrea


È passata quasi una settimana da quando siamo tornati da quello che non posso che definire un “incredibile” viaggio. Nelle mie precedenti esperienze di viaggi, e ne ho avute tante, mai sono rimasto così colpito. Volutamente ho voluto aspettare qualche giorno prima di scrivere le mie impressioni perché volevo far “sedimentare” le mie sensazioni e i miei ricordi.

Sicuramente la cosa che più colpisce arrivando a Pechino, o Beijing come la chiamano loro che tradotto letteralmente significa “capitale del nord” città di oltre 21 milioni di abitanti, la cosa che più colpisce non può che essere la tipologia delle costruzioni; non esistono case con meno di venti piani ma la quasi totalità ne ha oltre quaranta per arrivare fino a cento e oltre. Sono tutte costruzioni degli ultimissimi decenni. L’anima storica della città è stata completamente rimossa per far posto a dei grattacieli che a gruppi di sette/otto fino a dieci/quindici sono tutti perfettamente uguali.

L’altra cosa che colpisce sono le strade molto grandi e la tipologia di auto: non esistono macchine utilitarie, ci sono solo macchinoni nettamente più grandi della quasi totalità delle auto che siamo abituati a vedere a Milano.

Superato il ricordo di questo impatto visivo iniziale che è contemporaneamente affascinante e sconvolgente il mio pensiero va sull’aspetto umano della qualità della vita che noi abbiamo percepito dall’osservazione del comportamento delle persone e dai racconti delle nostre guide.

Non si vede una scritta su un muro, non un rifiuto abbandonato per terra, non un comportamento scorretto nella guida di un’auto, non un “barbone” per strada.

Da questo punto di vista è una città ideale con treni che viaggiano in perfetto orario, con ragazzi che a scuola si impegnano per avere il massimo dei voti dedicando allo studio e non al gioco o a passatempi il proprio tempo libero, con lavoratori che per permettere alla azienda per la quale lavorano di avere maggiore successo non lasciano il lavoro dopo le otto ore contrattuali ma le dedicano anche “gratuitamente” tutti i giorni una, due, tre ore per poter fare una maggiore produzione.

Prima di formulare giudizi dobbiamo fermarci e tentare di riflettere; non possiamo valutarli con il nostro metro; da tanti secoli il loro “approccio” con la vita è condizionato dall’influenza del confucianesimo, del taoismo, del buddismo e negli ultimi decenni dell’impostazione sociale voluta dal partito comunista cinese.

Nel loro modo di pensare non possono non tener conto che nel 1950 erano poco più di mezzo miliardo di persone, prevalentemente contadini e con limitatissime risorse economiche; nel 1990 erano diventati più di un miliardo e nel 2010 erano poco meno di un miliardo e quattrocento milioni malgrado fin dal 1979 fosse stata introdotta la “regola” del figlio unico.

Loro danno al loro governo il “merito” di aver saputo organizzare la vita pubblica in modo tale che tutti quelli che volevano impegnarsi avessero di che vivere e questo aveva allungato la durata della vita media e migliorato lo standard di vita.

La popolazione è continuata a crescere anche se sempre più lentamente fino al 2021 quando ha superato ampiamente il miliardo e quattrocento milioni per poi cominciare, anche se molto lentamente, a decrescere ma attualmente sono ancora oltre il miliardo e quattrocento milioni.

La regola del figlio unico è stata abolita nel 2015 e fino al 2021 era permesso al massimo un secondo figlio. Nel 2021 è stato permesso un terzo figlio e dal 2025 viene dato un premio alle coppie che hanno un terzo figlio.

Malgrado ciò la maggior parte delle giovani coppie si limita al figlio unico specialmente se il primo figlio è maschio. Questo è frutto di una cultura che predilige eredi maschi. Le nuove coppie spesso coabitano con i genitori del marito.

Stupisce vedere persone con il volto completamente coperto tranne gli occhi per evitare che i raggi del sole possano influire sul colore della propria pelle.

Ancora più incredibile è il numero spropositato di telecamere che controllano ogni passo.

Torno a parlare di ciò che ho visto, perché per raccontare le mie impressioni sul loro modo di “vivere” non basterebbe un libro e comunque sarebbero le MIE impressioni.

Il nostro viaggio “culturale” inizia con la visita al Tempio del Sole e poi passeggiata fino alla piazza Tienanmen con tutto ciò che per noi ci ricorda il nome di quella piazza.

Il giorno dopo visita ad uno dei “monumenti” più belli: la Città Proibita così chiamata perché dimora degli imperatori e il cui accesso era proibito alla “plebe”.

Poi il Palazzo Imperiale d’Estate che ha più di mille anni di vita e è inserito nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco.

Il giorno dopo visita alla Grande Muraglia le cui origini risalgono a circa duemila anni fa anche se nel tempo è stata più volte parzialmente distrutta e ricostruita.

Il giorno dopo viaggio in treno (velocità di quasi quattrocento chilometri orari) direzione Xi’an città di poco meno di dieci milioni di abitanti.

Anche qui visione della città simile a quella di Pechino: solo grattacieli con alcune perle: la Cinta Muraria di epoca Ming, la Grande Moschea e il Quartiere Musulmano.

Il giorno dopo visita ad una incredibile perla scoperta fortuitamente da un contadino che stava scavando in un suo campo circa cinquanta anni fa: L’Esercito di Terracotta.

La sua visione lascia basiti ogni volto è diverso dall’altro e ci vuole parlare, ci vuole comunicare la sua fedeltà all’imperatore.

Poi visita all’altra perla di Xi’an: la Pagoda buddista della Grande Oca Selvatica di epoca Tang, circa mille e quattrocento anni fa.

Infine in volo fino a Shangai città di circa ventidue milioni di abitanti. Il panorama di questa città è diverso dai precedenti; ci sono si tantissimi grattacieli ma circolando per strada si vede anche il cuore e la storia della città con costruzioni che ci raccontano la vita degli ultimi due/tre secoli il che rende lo skyline affascinante.

Visita alla Città Vecchia con il Giardino di Yu poi breve trasferimento a Suzhou con le sue Ville Giardino, poi visita al Giardino Tuisi e escursione in battello lungo i canali infine visita alla Pagoda della Tigre con il suo fantastico giardino dei bonsai.

Il giorno dopo visita alla Pagoda Longhua risalente nella sua prima costruzione a mille e settecento anni fa.

Infine la sera giro in libertà nella zona di via Nanchino: cuore della città.

il giorno dopo rientro a Milano.

È stato tutto sconvolgente e affascinante ma il ricordo più bello e che mi rimarrà sempre è stata l’empatia e la solidarietà direi quasi l’affetto che si è subito creato tra tutti noi, sia con alcuni che da tempo conoscevamo, sia con altri che abbiamo visto la prima volta in questa occasione. Insuperabile la nostra accompagnatrice “Stella” che oltre a descrivere le località visitate ci ha fatto “partecipare” alla sua vita personale.

Non posso che concludere con un GRAZIE al nostro don Marco che ci ha permesso tutto questo.

Tonino


La Cina, un viaggio davvero indimenticabile per la piacevolissima compagnia, per l’ impeccabile organizzazione, per l’atmosfera che ho vissuto.
Tutto è stato una grande sorpresa.
Immaginavo una realtà diversa: certamente non quella di qualche decennio fa, una realtà più evoluta, invece ho trovato tanto di più che mi ha stupito.
La Città proibita, la Grande Muraglia, l’ esercito di terracotta, le Pagode, i templi buddisti, mi hanno fatto sentire tanto lontana dal mio Paese e dalla sua storia.
Ho molto apprezzato la loro cultura millenaria, la loro civiltà, la profondità del loro pensiero ed i loro simbolismi.
Il brulicare delle città, la pulizia, i tantissimi fiori lungo le strade, l’ordine, sia pure nel caos, mi hanno incantato, ovviamente ho apprezzato meno i continui controlli ed il sentirmi sempre osservata.
Grazie alle nostre bravissime guide, ho potuto, in qualche modo, conoscere lo stile di vita dei cinesi.
Stella, Giovanni e Matteo ci hanno raccontato di essere abbastanza contenti del loro vivere, perché godono di maggiore benessere rispetto ai loro genitori, ed ancorpiu, ai loro nonni; ma , dal loro dire, sussistono, ancora, molti retaggi , per noi, medioevali.
Al contrario, le città mi hanno incantato, Pechino, Xiang, ma, soprattutto, Shangai, sono città fantasmagoriche.
Mi è sembrato di vivere nel futuro, in un mondo fantascientifico, che ha suscitato in me tante emozioni , forse , per me irripetibili.
Grazie, grazie davvero Don Marco!
A presto!
AnnaRita Ferrucci


Un assaggio di Cina (…e l’appetito vien mangiando!)

Giusto il tempo di riprendere contatto con la nostra realtà occidentale ed ecco che, come una sorta di reazione a contrasto, i ricordi ancora freschi di questa lontana realtà – per molti versi ancora diversa dalla nostra nonostante l’occidentalizzazione anche lì galoppante! – irrompono nella memoria in tutta la loro potenza e magnificenza.

Sarebbe però forse fin troppo facile parlare e descrivere delle tante differenze e meraviglie che abbiamo avuto modo di scoprire visitando un Paese, ed entrando a contatto con un Popolo, non solo situati geograficamente lontano da noi, ma anche caratterizzati da una storia sviluppatasi per proprio conto nei millenni.

Ci siamo infatti imbattuti in un Paese e soprattutto un Popolo incredibili, capaci di stupire e incantare non solo per le innumerevoli bellezze naturali e antropiche che lì si trovano, ma anche per la diversità culturale di cui sono espressione, che inevitabilmente attrae come una calamita chi ne viene a contatto.

Tuttavia questa diversità, a un esame più attento della realtà cinese – reso possibile anche grazie a delle guide eccezionali (Stella, Giovanni e Matteo, nomi d’arte italiani di impronunciabili nomi reali cinesi) che ci hanno accompagnato lungo tutto il nostro percorso, arricchendo la visita con i racconti delle esperienze, anche personali, di vita vissuta –, si è rivelata un po’ meno marcata del previsto in un aspetto che pensavo invece costituisse un evidente spartiacque: la spiritualità (se pur da intendersi in senso un po’ lato).

Nonostante il popolo cinese sia per la stragrande maggioranza un popolo ateo, sembra essere molto ricco di alcuni di quei valori che costituiscono (rectius, che dovrebbero sempre costituire…) dei capisaldi anche nella nostra vita cristiana, primi tra tutti l’essenzialità, la profondità interiore e l’attenzione al bene comune, alla collettività, al sacrificio l’uno per l’altro, e quindi in ultima istanza l’attenzione per il prossimo, piuttosto che al tornaconto personale. Ed ecco che, come per magia, anche camminando per le affollate metropoli di Pechino, Xi’an e Shanghai, così come nel silenzio dei luoghi sacri (pagode e templi buddisti in primis), è possibile percepire una piacevole sensazione di spiritualità che permea questi luoghi, anche se dovuta, più che all’adesione a una religione (come nel nostro caso), a una costante pratica degli insegnamenti filosofici, anch’essi millenari (si pensi a confucianesimo e buddismo), che, come ben spiegato da Don Marco, hanno certamente contribuito in positivo a formare l’anima e il sentire di questo Popolo.

Tuttavia (perché nei racconti c’è sempre un “ma”…), nonostante questo la realtà religiosa cinese, intesa in senso stretto come libertà di professare il proprio culto, è purtroppo ancora lontana dal poter essere definita tale, tant’è che l’unica domenica passata in Cina ha visto alcuni di noi riuniti a sera in gran segreto per la celebrazione della Santa Messa, un po’ come accadeva a Roma ai primi Cristiani: per carità, con tutte le dovute differenze, prima tra tutte il fatto di non essere in un cunicolo sottoterra con le guardie pretoriane appostate all’uscita, ma nella confortevole camera di Don Marco al quattordicesimo piano di un hotel in centro a Pechino, se pur magari con qualche microfono o telecamera nascosta intenta a spiarci…

Anche per questo, oltre che per il fatto di aver voluto organizzare questo meraviglioso viaggio, dobbiamo ringraziare Don Marco, perché anche la Messa “clandestina” è stata un’esperienza molto intesa, arricchente e meritevole di essere vissuta, che ci ha fatto toccare con mano cosa possa significare l’assenza di un valore per noi occidentali fondamentale e troppo spesso dato per scontato: la libertà!

In definitiva, come ci aspettavamo, la Cina si è confermata un luogo molto affascinante e ricco di spunti di riflessione, che merita senz’altro un’altra visita anche con i nostri figli, perché come dice il famoso detto “l’appetito vien mangiando…”.

Emanuele e Silvia