SANTA MARIA DEL ROSARIO
Parrocchia prepositurale
Via Solari, 22
20144 MILANO

L'ORATORIO
La scelta di articolare la pastorale giovanile tra una attenzione più specificatamente mirata ai valori e una più attenta ai ragazzi, ha alle spalle una forte tradizionale oratoriana; la nostra parrocchia è sorta come oratorio e si sente: sempre l'oratorio è stato una componente centrale della vita della parrocchia, che ha riservato una attenzione particolare ai piccoli (ne è prova anche lo sforzo di fornire tutte le possibili strutture che aiutino la vita dell'oratorio; e di queste non c'è sicuramente carenza.).
La storia dell'oratorio della nostra parrocchia è ancora da scrivere; certamente conosce momenti importanti, ma tra essi mi pare signifcativo ricordare soprattutto questi.
Nel 1971, la parrocchia cerca di ripensare i propri oratori alla luce del Concilio Vaticano II. Un numero intero del bollettino parrocchiale, «Lanterna», testimonia che da tempo la parrocchia rifletteva sull'oratorio come una sua privilegiata preoccupazione (significativo l'articolo introduttivo di don Ettore), e sui suoi metodi («L'oratorio: perché lo facciamo?», «La preghiera», «Attività ricreative», «Il metodo di gruppo», «Gli educatori», «Alcune idee guida - principi per la coeducazione»).
Gli anni che seguono rispecchiano fedelmente quelle idee guida, e l'impressione che l'Oratorio riesce a dare di sé, é certamente di una realtà «pensata» in ogni sua componente: sia nel rapporto tra animazione catechesi e preghiera, sia nel rapporto con la vita parrocchiale, sia nel rapporto con la diocesi ed in particolare con la FOM.
Certamente, a partir dagli anni '80, sono iniziati momenti di difficoltà; i problemi che confluirono a produrre una certa «crisi» dell'oratorio sono molteplici: se le suore avevano sempre garantito una assistenza qualitativamente e qualitativamente significativa, con la partenza di suor Consolata, cominciano a vivere momenti di progressiva restrizione del loro apporto alla vita dell'oratorio; don Sante si trova sempre più assorbito dalla vita della parrocchia e dei G.G., ma soprattutto si riflettono anche in un oratorio con una tradizione forte come il nostro, i problemi della pastorale giovanile in generale.
Veniamo così, grosso modo agli primi anni '90, nei quali l'oratorio ha sentito l'urgenza di ripensarci; è stato dedicata all'oratorio una seduta del Consiglio Pastorale Parrocchiale («La questione dell'oratorio, tracce per una riflessione»); si stava cercando di capire le cause della caduta di significanza (i riflessi sono in una diminuzione della presenza, anche nella componente ricreativa oltre che in quella sacramentale e catechistica) dell'oratorio sia presso i ragazzi che più facilmente si rivolgono ad altre agenzie educative, sia presso i genitori che non sembrano più condividere in massa il valore d'una educazione alla fede che non si limiti ai sacramenti.
Resta comunque la convinzione che l'oratorio sia un valore irrinunciabile: il valore di una «casa» accogliente, di una fraternità per una condivisione del cammino di fede, e di accoglienza verso i poveri, verso quei ragazzi che ancora oggi non hanno chi si preoccupi dì loro.
Il valore di un «servizio»: per un giovane ma anche per un ragazzo l'oratorio resta una effettiva possibilità di una pedagogia alla vita come dono e all'assunzione di responsabilità.
Gli strumenti che ci sembrano essere i punti di riferimento che funzionano e debbano essere valorizzati sono: il CONSIGLIO DELL'ORATORIO, che si faccia carico unitamente a tutta la parrocchia dei problemi dell'oratorio. Il coinvolgimento delle FAMIGLIE; se l'oratorio è la preoccupazione educativa della comunità adulta, sono anzitutto le famiglie ad essere chiamate in causa. La cura degli EDUCATORI: è forse uno dei punti dolenti, per la giovane età e per la preparazione, ma proprio per questo va privilegiata.
A partire dall'esperienza fatta con i giovani per la pastorale giovanile, e stimolati dalla lettera pastorale sugli itinerari educativi, il Consiglio dell'oratorio ha preparato un PROGETTO EDUCATIVO («lasciate che i bambini vengano a me»).
Tratto da: SANTA MARIA DEL
ROSARIO - UNA PARROCCHIA MILANESE
(Vittoria Cesari Rosti -1989)