SANTA MARIA DEL ROSARIO
Parrocchia prepositurale
Via Solari, 22
20144 MILANO

L'ORATORIO TRA IL 1927 ED IL 1950
Nel 1927 divenne Parroco don GIOVANNI MORELLI. Don Bargiggia gli aveva consegnato un Oratorio certamente ben organizzato, ma carente di spazi e di attrezzature. La popolazione aumentava ed occorreva dedicarsi maggiormente al problema dei giovani. Don Morelli fece costruire alcune parti dell'Oratorio, ma particolarmente importante fu la realizzazione di un grande Salone-Teatro che divenne il centro dell'Oratorio stesso.
Erano gli anni in cui iniziava a diffondersi l'Opera educativa di San Giovanni Bosco che, partendo dalle basi del vecchio Oratorio sempre valide, si sforzava di adeguarsi ai tempi con sistemi più moderni.
Si entrava nel secondo periodo di vita dell'Oratorio in genere: Santa Maria del Rosario fu tra le prime Parrocchie ad attuare questo rinnovamento specialmente per opera di un grande educatore: don CESARE CATTANEO.
Negli anni in cui egli operò, tra il 1930 ed il 1943, l'Oratorio assunse una straordinaria vitalità.
Don Cesare, che intendeva l'Oratorio come luogo di preghiera, sì, ma anche di dialogo, di amicizia e di prevenzione, seppe farsi giovane fra i giovani, consigliere, amico ed educatore sempre disponibile per grandi e piccini. Fece dell'Oratorio una famiglia che guidò con profonda fede e profonda umiltà.
Un articolo dell'ing. Camurati sintetizza con parole efficacissime la situazione dell'Oratorio diretto da don Cesare. Egli dice: «...gli fu dato il settore dei Giovani. Ciò doveva comprendere Oratorio, Associazioni giovanili e studentesche. Citare solamente queste Opere, voleva dire fondarle su un'assidua formazione religiosa dei responsabili...» E ancora: «...la casa di don Cesare era il luogo dell'incontro serale dei giovani che con lui avevano da parlare, da conversare, da passare qualche tempo con altri amici.»
Più avanti c'è il ricordo delle allora ben note recite, nel Salone-Teatro, di Operette e Commedie che i ragazzi animavano con la loro gaiezza.
Nei tristi anni di guerra, allorché molti giovani dell'Oratorio furono chiamati alle Armi, don Cesare istituì una Segreteria che accogliesse la corrispondenza, perché nessuno rimanesse privo del conforto della sua parola.
Si può comprendere quale valore assumesse «l'Oratorio di Santa Maria degli Angeli» in tempi di pionieri quando ogni problema si risolveva con umiltà e semplicità.
Il suo territorio era enorme, perché fino al 1937 aveva avuto la cura anche dell'Oratorio della Cascina Corba e quello dei Padri Concezionisti di Via Vespri Siciliani 68.
Chiamato dal Cardinal Schuster a guidare i Giovani di Azione Cattolica della Diocesi nel 1943, don Cesare lasciava l'Oratorio di «Santa Maria degli Angeli» e la Chiesa di Santa Maria del Rosario.
La guerra aveva assai danneggiato questa Opera: decimata, schiacciata dagli eventi, nei primi anni di pace don Morelli dovette faticare non poco per recuperare quanto restava di essa.
Tratto da: SANTA MARIA DEL
ROSARIO - UNA PARROCCHIA MILANESE
(Vittoria Cesari Rosti -1989)