SANTA MARIA DEL ROSARIO

Parrocchia prepositurale

Via Solari, 22
20144 MILANO

 
STORIA RECENTE (1965 - 1989)

1965

Dopo un breve vicariato ecclesiastico di mons. Francesco Delpini, Prefetto della III Porta, il 30 maggio 1965 il nuovo Parroco, don ETTORE BERETTA entrava in Parroccbia, essendo Papa Paolo VI ed Arcivescovo di Milano Giovanni Colombo. Don Beretta, entrando in Santa Maria del Rosario, inviava dalla "Lanterna" il suo saluto ai fedeli e già si potevano intendere i suoi propositi di operosa attività.

Con l'esperienza che gli veniva dal lavoro svolto a Niguarda, egli iniziò subito intraprendendo iniziative in ogni campo e mirando ad una intensa vita parrocchiale, sempre intesa come servizio.

Esposti i propri progetti riguardo alla sua organizzazione, chiedeva agli stessi fedeli di discuterne insieme il programma che egli presentava con impegni ben definiti.

Don Beretta proponeva un'immagine della Parrocchia intesa come organismo vivo, al quale tutti avrebbero dovuto partecipare: era l'immagine suggerita dal Concilio Vaticano II.

La sua opera può sintetizzarsi in tre punti fondamentali: il programma di aiuti materiali caritativi, il programma religioso e sociale, l'attenzione per le necessità della Chiesa.

È difficile elencare tutte le sue iniziative a favore di ogni categoria.

1966

Ricordiamo la prima che risale al 1966, "La busta mensile a Gesù povero", che raccoglie tuttora fondi per i Parrocchiani indigenti, le varie proposte sociali della Segreteria che sopperiscono a molti bisogni della Comunità, le "Vacanze Operose" rivolte ai giovani e molte altre.

Sul piano dei valori spirituali, considerando la Famiglia come base della Parrocchia, promosse e promuove molti incontri culturali e sociali, anche per i giovani.

Il canto e la musica, come elementi di elevazione dello spirito (cfr. Sant'Ambrogio) sono sempre stati coltivati da don Beretta che, con l'iniziativa (1968) "Invito al Coro", è riuscito a formare un Coro dalle ottime voci.

Nel 1975 fu poi istituito un "Centro di Cultura musicale". Si tengono notevoli Concerti d'Organo.

1970

Degno di essere ricordato è un ciclo d'Incontri, tenuti nel 1970, nei quali si toccavano tutti i punti più dibattuti nella inquieta Società di quegli anni. Tali Incontri si realizzarono nelle varie "Pastorali": della Famiglia, caritativa e sociale, dei Ragazzi ecc. Vi fu pure attenzione per il tema posto dalla Chiesa "Evangelizzazione e promozione umana". Anche il problema della droga è stato sempre presente.

1974

Da collocarsi nell'ordine delle opere spirituali intraprese e compiute da don Beretta è l'Oratorio. Posta in primissimo piano fin dall'inizio, questa impresa difficile e coraggiosa, dopo la sua realizzazione può considerarsi la maggiore fra tutte.

1975

Il 12 gennaio 1975 il Cardinal Colombo veniva in Santa Maria del Rosario per consacrare l'Altar Maggiore che era stato rinnovato secondo le nuove norme liturgiche. Quella cerimonia fu occasione per un incoraggiamento a don Beretta e fu molto sentita dai fedeli.

1976

Nel 1976 la popolazione era ancora aumentata e dai 23.384 fedeli del 1963-1964, tra il 1971 e il 1976 era passata ai 30.000, che tra il 1976 ed il 1978, salirono a 36.000.

Nel 1976, con Decreto Arcivescovile (11/4/'76), furono stabiliti i nuovi confini della Parrocchia, sia per alleggerirla, sia per favorire coloro che abitavano vicino alla nuova Parrocchia di "Gesù Buon Pastore". Quest'ultima ricevette i seguenti Numeri Civici; Piazza De Agostini 8, via Ulpiano 1,Via Garian 5, Via Fra' Bartolomeo 4, 5, 7, 9, Via Romolo Gessi 49, 51, 53, 55, Via Procopio 5, Via Washington Numeri pari dall'82 al 96 ed i Numeri dispari dal 79 al 95. Nonostante l'alleggerimento, restavano a Santa Maria del Rosario 11.000 famiglie, ossia 23.378 abitanti. 

L'impegno dell'Oratorio era presente in tutti i sensi ed i tempi erano difficili. I fedeli furono sensibilizzati su questo problema e, come sempre, risposero con grande generosità.

1977

Un nuovo incoraggiamento a continuare l'Opera venne ancora dal Cardinal Giovanni Colombo in occasione della sua Visita Pastorale che ebbe luogo l'11, il 12 ed il 13 marzo 1977, in Santa Maria del Rosario.

In quei giorni Egli volle incontrare tutti i Gruppi della Parrocchia ed a tutti si rivolse con la serenità abituale, dando al discorso un tono volutamente sommesso, ma vivo. Tre furono i motivi conduttori di esso: la Fede, fiaccola da non mettere "sotto il moggio", la Carità di chi si dedica al prossimo con amore, la Speranza, della quale parlò con efficacia agli ammalati.

La sua figura paterna, contribuì a creare un'atmosfera mistica e serena.

1978-1980

Negli anni 1978, 1979, 1980 continuò con alacrità il lavoro per la ristrutturazione degli Oratori. Le difficoltà furono molte, ma l'opera, divisa in due tempi fu realizzata completamente nel 1980 ed offrì ai ragazzi del Quartiere ottime strutture.

Le altre iniziative continuarono e molte continuano tuttora: oltre agli incontri con le Famiglie, vi sono incontri culturali di alto interesse religioso e sociale, tenuti da specialisti e Corsi di diffusione della fede per adulti.

Anche la terza età ha i suoi spazi, oltre che negli abituali ritrovi che permettono di stare insieme, gli anziani possono riunirsi in gruppi, partecipando a Visite guidate a Musei, Mostre, a Chiese ed a gite organizzate.

Altri Gruppi che operavano in Santa Maria del Rosario: la Charitas, il C.A.M. (Centro Assistenza Malati), il Gruppo Missionario, il Gruppo E.S.A. (Esperienze Sociali Alternative), il Gruppo Handicappati, il Gruppo Donatori di Sangue, il Gruppo Socio-Politico e soprattutto il C.E.D.A.C. "Walter Tobagi".

Tutte queste attività non impediscono di avere iniziative, per il Terzo Mondo o per le Missioni, come per esempio la costruzione di un acquedotto per il Biafra, per cui si impegnarono i Giovani della Parrocchia e tutti i Parrocchiani. 

In questo periodo anche le vocazioni sacerdotali ebbero incremento. 

I religiosi ordinati in questo periodo sono molti:  don VITTORIO VENTURA , don GENNARO PRINZA , padre CESARE VAIANI, don GIORGIO ALLIEVI, don DOMENICO STORRI, don NICOLA CATENI, don STEFANO DOLCI, don MARCELLO NERI, padre CLAUDiO AMATO,  suor MARIA CHIARA.

Quanto ai lavori richiesti dalle necessità della Chiesa, essi sono stati distribuiti lungo, tutto l'arco di tempo che va dal 1965 ad oggi. Nel 1966 fu rinnovato il pavimento in granito di Sardegna. Fu ripulito e tinteggiato in chiaro tutto l'interno della Chiesa. Furono pure restaurate le due Cappelle laterali: quella di destra, detta della Sacra Famiglia, per opera dell'Albertella, più tardi, nel 1970, quella di sinistra fu completamente rinnovata. Al posto dell'Affresco del Morgari che rappresentava "il Cuor di Gesù che appare a Santa Margherita" (1918) fu realizzato il mosaico del "Sacro Cuore" opera del pittore G.L. Uboldi (Ditta Peresson).

Sempre nel 1970 furono realizzate proposte precedenti, come il ripristino della Casa delle Suore, la costruzione della loro Cappella e del portichetto per l'Oratorio femminile. Fu pure sistemato l'orologio del Campanile.

Seguendo le nuove norme liturgiche, l'Altar maggiore fu completamente restaurato e portato in avanti, con la mensa rivolta ai fedeli. Due amboni laterali sostituirono il Pulpito, che scomparve.

Per questo lavoro i fedeli stessi scelsero fra alcuni progetti quello che fu poi attuato. Il Cardinale Colombo (come si è detto) venne a consacrarlo il 12 gennaio 1975. 

Nel 1977, in memoria del Concilio Vaticano II, furono eseguiti i mosaici esterni, posti nelle lunette sopra le tre porte. (Pittore G.L. Uboldi-Ditta Sgorlon).

Per tutte queste opere le offerte, sempre generose, venivano man mano pubblicate sulla Lanterna con le statistiche ed i bilanci.

Coadiuvato da ottimi Collaboratori religiosi, don Beretta continua la sua missione e le sue molteplici attività.

1980

Il 28 maggio 1980 la vita della Parrocchia fu sconvolta da un grave avvenimento luttuoso: l'uccisione del giovane giornalista Walter Tobagi. Questo avvenimento gettò su Milano e sull'Italia un senso di grande dolore. Tobagi era un parrocchiano di Santa Maria del Rosario ed il tristissimo evento fu particolarmente sentito nella Parrocchia e nel Quartiere.

Il 29 maggio fu allestita pressò la Parrocchia la Camera Ardente; per un intero giorno migliaia di persone, laici, cattolici, cittadini di ogni categoria sfilarono davanti al feretro.

Il 30 maggio vi fu il funerale al quale partecipò tutto il mondo politico, economico, letterario. Lo stesso Presidente Pertini, che in quel momento si trovava in Spagna, volle essere rappresentato: due Corazzieri recarono un cuscino di fiori che fu posto davanti all'Altare. Accanto ad esso restarono immobili per tutta la cerimonia.

Una folla immensa sfilò per le vie adiacenti ed, in un silenzio impressionante raggiunse la Piazza e la Chiesa. La Messa fu celebrata con grande solennità dal Cardinal Martini che, in un'atmosfera già tanto commossa, portò, vero Messaggero di Cristo, la sua parola altissima e toccante. La solenne Benedizione concluse la cerimonia.

In memoria dello scomparso, don Beretta volle intitolare a suo nome una delle Opere parrocchiali più significative, il C.E.D.A.C ., ossia il "CENTRO DI AZIONE CULTURALE" che divenne "CENTRO DI AZIONE CULTURALE "WALTER TOBAGI"".

Questo CENTRO, che tratta varie discipline sempre ad alto livello, in occasione della propria decennale attività (1979-1989), avrebbe poi avuto un elogio del cardinal Martini in una LETTERA personale inviata a don Beretta, in data 18 marzo 1989, in occasione della sua Visita Pastorale in Santa Maria del Rosario, nello stesso anno. Eccone il testo:

Milano, 18 marzo 1989 Carissimo don Ettore, volentieri esprimo un pensiero riconoscente al Centro di Azione Culturale Walter Tobagi, che conclude il decimo anno dei suoi corsi di formazione.

È stato un cammino lungo, serio e impegnativo, teso a comprendere anzitutto il significato del termine cultura che, secondo la definizione di Giovanni Paolo II é "ciò per cui l'uomo, in quanto uomo, diviene maggiormente uomo". Da questa consapevolezza partono infatti tutte le riflessioni sulla cultura cattolica, intesa come cultura che nasce dalla fede, riconosce il primato della contemplazione, si dilata nella carità facendosi prossima a ogni uomo. Una cultura fondata quindi su valori assoluti, capaci di promuovere/a convivenza pacifica e di entusiasmare per l'ideale dell'unità tra ipopoli e della riconciliazione. Sono convinto che tutta la comunità cristiana potrà trarre beneficio da quanto i partecipanti ai corsi hanno imparato, senza pretendere frutti immediati. E non si deve dimenticare che ciò che si fa per l'educazione e per la cultura restituirà l'uno per cento, per la gloria di Dio e per la salvezza degli uomini. Con la mia benedizione

Carlo Maria Card. Martini

1985

Il 6 ottobre 1985, il cardinal Martini veniva per la seconda volta in Santa Maria del Rosario, in occasione della solenne Festa Patronale che concludeva il settantesimo anno di Consacrazione della Chiesa.

1989

Nei giorni 24, 25 e 26 febbraio 1989, Santa Maria del Rosario ricevette la Visita Pastorale dell'Arcivescovo, Cardinal Carlo Maria Martini.

Questa Visita fu vissuta dalla Parrocchia nel suo settantacinquesimo come un altissimo momento spirituale, sia per la personalità del Visitatore, sia perché in quell'occasione veniva riconosciuta la validità dell'opera svolta dal Parroco don Beretta e da tutta la Comunità.

Occorre anzitutto richiamar l'attenzione sull'OMELIA del Cardinale, nella quale vanno poste in rilievo la maniera del tutto nuova di comunicare la Parola evangelica e la pluralità degli argomenti toccati, tutti scaturiti da una concatenazione di idee che porta alla conclusione: la Verità evangelica è Libertà.

In conseguenza di tale affermazione, il Cardinale passava ad indicare la Parrocchia non solo come cellula primaria della Società per la diffusione della fede, concetto già affermato dal Concilio, ma la considerava addirittura elemento primo nella Diocesi, capace di recepire e valutare i nuovi elementi negativi e positivi nella Società stessa, quasi avamposto di frontiera e custode della Verità.

Di qui l'incoraggiamento a questa Comunità, che avendo già applicato i suggerimenti conciliari, è oggi in grado di intraprendere questo difficile lavoro di analisi e di evangelizzazione.

Il 25 febbraio si era avuta una riunione del CONSIGLIO PASTORALE alla presenza dell'Arcivescovo che aveva tenuto un discorso ispirato agli stessi concetti che avrebbe espresso nell'Omelia e che aveva risposto singolarmente ai partecipanti, i quali avevano posto problemi religiosi e sociali.

Era stata presentata una RELAZIONE del Parroco sullo stato della Parrocchia, dove si riassumevano l'operato e le realizzazioni compiute e si esponevano le proposte per l'avvenire.

Il 20 settembre 1989 giungeva ancora un riconoscimento per l'opera di don Beretta: una LETTERA personale del Cardinal Martini, con valore di DECRETO ARCIVESCOVILE, che elogiava il suo operato e l'attività della Parrocchia. Tale elogio (e tutta la Comunità dovrà essergliene grata) è altissimo: il Cardinale usa le parole di Paolo rivolte alla Comunità di Filippi che loda per la sua cooperazione. La lettera ribadisce poi i concetti già espressi durante la Visita Pastorale e termina con un significativo invito ad impegnare sempre più i laici nella difficile missione.

La Comunità di Santa Maria del Rosario vive oggi una vita molto intensa; si sforza di aiutare, di adeguarsi ai tempi, di affrontare problemi diversi, ma occorre che essa mediti sull'originalità delle proposte dell'Arcivescovo e tenga presenti le sue parole che indicano vie nuove per un nuovo cammino. Esse contengono anche un significato augurale.

Nel suo settantacinquesimo, questa Chiesa che è stata testimone di tanti eventi religiosi e civili, che tanto ha operato nel tempo, oggi è più che mai viva e protesa verso un futuro, certamente difficile ed incerto, ma da conquistare giorno per giorno.

Tratto da: SANTA MARIA DEL ROSARIO - UNA PARROCCHIA MILANESE
(Vittoria Cesari Rosti -1989)