SANTA MARIA DEL ROSARIO
Parrocchia prepositurale
Via Solari, 22
20144 MILANO

1919
Il 20 maggio 1919 Santa Maria del Rosario diviene finalmente Parrocchia effettiva. Don GIOVANNI BARGIGGIA è nominato Parroco ed il 6 luglio 1919 entra solennemente nella Parrocchia "...nelle convulse giornate del dopoguerra ..."
Nel "Bollettino Parrocchiale" del luglio è descritto il suo ingresso.
Alle 9,30 la Processione proveniente dal Fopponino entrava in Chiesa, ove si sarebbe tenuto un solenne Pontificale.
Alle 17,30 vi fu una Funzione Eucaristica e alle 20,30 si ebbe un raduno intorno al novello Parroco.
Il suo Biografo, Paolino Stella, testimonia la sua fervida attività di organizzatore della vita parrocchiale. L'Oratorio di "Santa Maria degli Angeli" restava maschile, mentre l'Oratorio femminile veniva affidato alle Suore Canossiane.
La popolazione dei fedeli era di 15.000 abitanti.
Forse si trovavano già nella chiesa la bella Via Crucis in bronzo del Redaelli e, sull'Altar Maggiore, le due statue bronzee di Santa Rosa e di San Domenico ai lati della Madonna.
La Curia raggruppava le Parrocchie secondo le sei Porte principali: Santa Maria del Rosario veniva elencata presso la III Porta, ossia Porta Ticinese con Porta Genova.
1920
Anche questa Chiesa ebbe tra i suoi parrocchiani parecchi Morti in Guerra. Il 20 novembre 1920 fu scoperta una lapide, alla presenza delle Autorità Militari; posta ai piedi del Campanile, li ricorda tuttora.
In data 31 dicembre 1920 troviamo una curiosa statistica che ci dà il prospetto delle Vie, Porte e Famiglie. Si viene cosi a sapere che nel territorio della Chiesa si trovavano 282 Porte, 3733 Famiglie, 14950 abitanti.
1921
Muore il Cardinal Ferrari: la sua Lettera di saluto ai Milanesi equivale ad un testamento spirituale che giunge fino a noi e suscita grande commozione.
Gli succedette il lombardo Achille Ratti, Prefetto della "Biblioteca Ambrosiana", colto e dinamico.
Era appena iniziata la vita della Diocesi sotto la sua guida, che, moriva Benedetto XV e Achille Ratti veniva eletto Papa col nome di Pio XI.
Il Cardinal Eugenio Tosi diveniva Arcivescovo di Milano.
Con questi avvenimenti prosegue la storia della Parrocchia. Nel frattempo il Quartiere si era ingrandito ed i fedeli oscillavano fra i 15.000 ed i 17.000.
In questi anni fra il 1918 ed il 1921, come risulta dai "Bollettini Parrocchiali", si raccoglievano i fondi per la costruzione del Campanile, che era stato iniziato nell'aprile 1921.
Le offerte erano numerose e continue. Nel 1923 esse venivano ancora registrate.
Progettato dall'ing. Spirito Maria Chiappetta, sarebbe stato poi realizzato dall'ing. Calori.
In quel tempo le Organizzazioni Parrocchiali comprendevano: il Consiglio Parrocchiale, il Gruppo Unione Popolare, il Circolo San Carlo, le Conferenze di San Vincenzo, l'Unione Giovani e la Gioventù Cattolica femminile.
I "Bollettini Parrocchiali" testimoniano pure le varie iniziative, come Settimane Sociali, beneficenza, cultura. Vengono donate con generosità tovaglie da altare, stole ecc.
1924
Il Campanile, dedicato alla Madonna è finito: vi sono poste le Campane. Il loro costo fu di L. 154.000 e furono fuse dalla Ditta Ottolina di Seregno.
1925
Don Bargiggia per ricordo dell'Anno Santo orna le finestre con belle vetrate multicolori, pregevole opera del pittore Albertella, realizzazione della Ditta Brusotti.
Come si può vedere tuttora, esse, in alto, hanno forma circolare e recano immagini di Santi, in basso, lungo i muri perimetrali, hanno forma ogivale e sono, esse pure, decorate con immagini di Santi e di Papi.
1927
L'intenso lavoro di don Bargiggia è interrotto, perché nel 1927 viene nominato Vescovo di Caltagirone.
Si conclude così l'opera del primo Parroco di nomina ufficiale di Santa Maria del Rosario.
L'11 dicembre 1927 faceva il suo ingresso in Parrocchia il nuovo Parroco, don GIOVANNI MORELLI, professore di Scienze Teologiche nel Seminario di Milano.
Era Papa Pio XI e Arcivescovo di Milano il Cardinai Eugenio Tosi.
Don Morelli assumeva la guida di Santa Maria del Rosario in un momento in cui si verificava un continuo aumento della popolazione parrocchiale: nel 1927 i fedeli erano divenuti 17.000.
1929
La Diocesi di Milano doveva subire un nuovo cambiamento allorché, morto il Cardinal Tosi, diveniva Arcivescovo Alfredo Ildefonso Schuster, ieratica e mistica figura di monaco benedettino, che profuse le sue forze nella Chiesa Ambrosiana in anni assai travagliati e difficili.
Don Morelli, in quegli anni, cercò di articolare maggiormente le vecchie Opere Parrocchiali. Qualche nome cambiò: Uomini Cattolici di San Carlo, Unione Gioventù e Donne, La Gioventù femminile del Rosario, l'Azione Cattolica.
La Chiesa di San Carlo alla Cascina Corba col suo Oratorio rimaneva sussidiaria.
1931
Tra il 1931 ed il 1932 i fedeli di Santa Maria del Rosario erano saliti a 21.325. La Chiesa ed il Campanile erano compiuti: occorreva rivolgersi ad Opere di utilità parrocchiale. Questo fu l'impegno di don Morelli. Restaurata la vecchia Casa dei Sacerdoti, che risaliva al 1914, furono effettuati un allungamento della Canonica ed un sopralzo nella Casa dei Coadiutori.
Fu costruito un grande Salone-Teatro che divenne essenziale nella vita dell'Oratorio. Capace di 260 posti, non solo servì per le adunanze parrocchiali, ma per vere rappresentazioni animate dai Giovani dell'Oratorio guidati, in quel tempo, da un sacerdote di rare virtù educative, don CESARE CATTANEO.
1932
Nel 1932 veniva affidato a Santa Maria del Rosario un altro Oratorio: l'Oratorio di San Giuseppe dei Padri Concezionisti in Via Vespri Siciliani 68, di rito romano.
In questo stesso anno, 1932, ebbe luogo una Visita Pastorale del Cardinal Schuster che molto apprezzò lo sforzo compiuto per realizzare quelle Opere ed incoraggiò e benedisse i nuovi progetti, che riguardavano la Casa delle Suore. Inoltre notò l'attività e vitalità dell'Oratorio di don Cesare.
1935
Nel 1935 la Casa delle Suore, realizzata dal Capomastro Oreste Viganò, era finalmente compiuta e diveniva operante.
1937
Una seconda Visita Pastorale del Cardinal Schuster ebbe luogo in Santa Maria del Rosario nei giorni 14 e 15 marzo 1937.
Nell'Omelia, tenuta col suo stile fervente e mistico, egli espresse il proprio compiacimento per l'esecuzione delle nuove Opere, per l'attività dell'Oratorio e beneaugurò per il futuro della Parrocchia.
In seguito al rapido estendersi del territorio urbano ed al continuo aumento della popolazione, fu staccata una parte dell'area parrocchiale di Santa Maria del Rosario e fu assegnata ad una nuova Chiesa istituita a questo scopo nello stesso anno 1937. Essa fu intitolata al "Santo Sepolcro sopra San Vito".
La Cascina Corba, il suo Oratorio e l'Oratorio dei Padri Concezionisti passavano alla nuova Chiesa.
A Santa Maria del Rosario veniva assegnata la cura della Chiesa della "Piccola Casa di San Giuseppe" in Via del Caravaggio.
1939
Con la morte di Pio XI e la nomina del romano Eugenio Pacelli, col nome di Pio XII, alla guida della Chiesa, il mondo entrava nel travagliato periodo della guerra.
Anche i Parrocchiani di Santa Maria del Rosario iniziavano un doloroso cammino.
Questi anni furono durissimi: i giovani venivano chiamati sotto le Armi, le Istituzioni religiose erano paralizzate, decimate anche dallo sfollamento e dallo smarrimento di quei giorni, i bombardamenti avevano danneggiato la Chiesa.
Don Morelli, sempre coadiuvato da don Cesare Cattaneo che non abbandonò i suoi ragazzi anche se lontani, cercò di salvare quelle Istituzioni che erano state organizzate con fatica e che rappresentavano il risultato di anni di preparazione.
1949
Il 13 febbraio 1949 veniva fondato il Circolo delle ACLI presso Santa Maria del Rosario per l'assistenza dei Lavoratori Cristiani. A questo impegno molto si dedicò don Ezio Orsini che divenne poi Assistente Provinciale.
Intanto, finita la guerra, don Morelli dovette dedicarsi alla riparazione dei danni da essa causati. Fece ricostruire l'abside e fece riparare la Casa dei Sacerdoti che era stata danneggiata.
1950
Un suo progetto di rifacimento della Facciata della Chiesa, per cui aveva fatto eseguire tre grandi vetrate di stile moderno, non poté essere attuato perché nel 1950 moriva lasciando quel compito al suo successore.
Un altro periodo di vita della Parrocchia si chiudeva, mentre i tristi echi di guerra non si erano ancora spenti.
Il 18 giugno 1950 don ENRICO ZAROLI, professore di Scienze Naturali presso il Collegio San Carlo di Milano, faceva il suo ingresso in Santa Maria del Rosario come nuovo Parroco.
Era Papa Pio XII ed Arcivescovo di Milano il Cardinal Schuster.
Il Quartiere era nuovamente in rapida espansione e l'aumento della popolazione caratterizzò ancora buona parte dell'arco di tempo in cui egli rimase a capo di questa Chiesa. Tra il 1952 ed il 1954 i fedeli divennero 26.915, mentre nel 1955 salirono a 30.000.
Occorreva riorganizzare le Opere Parrocchiali e far fronte ai tempi che apparivano assai mutati.
1951
Iniziò col fare lavori di utilità pratica e di abbellimento.
1952
Fece fare l'impianto di riscaldamento della Chiesa, dell'Oratorio e l'impianto elettronico delle campane.
Rifece la Facciata, ponendo in atto il progetto che esisteva fin dal 1948 e che don Morelli non aveva potuto realizzare.
Tolto il rosone pseudo-romanico, vi fece inserire le tre grandi vetrate che tuttora si trovano sopra le porte.
Esse si staccano completamente dalle altre già esistenti: di stile moderno, furono eseguite da "Ars Fontana" su disegno del pittore Luigi Vianello.
Al centro è rappresentata la Vittoria di Lepanto con la Vergine nella gloria, ai lati i Santi Domenico e Caterina.
I pilastri del transetto furono rivestiti di marmo e successivamente fu iniziato il rinnovamento della Canonica. Furono anche rinnovati i confessionali.
1953
Particolarmente notevole la posa in opera di un grandissimo Organo che, realizzato su progetto del maestro Consonni ed eseguito dalla Ditta Tamburini di Crema, è dotato di tre tastiere, 45 registri, 3217 canne. Inserito nell'abside rinnovata su disegno dell'arch. mons. Villa della Curia di Milano, con la sua linearità avvolge l'Altar Maggiore e diviene anche elemento architettonico ornamentale. Esso è usato, non solo per accompagno nelle funzioni, ma anche per ottimi concerti.
1955
Alla morte del Cardinal Schuster fu chiamato a reggere la Diocesi Giovanni Battista Montini, la cui altissima personalità di Pastore è ben nota. Egli diede alla Chiesa milanese un 'impronta nuova ed intelligente: ponendo la Parrocchia al centro del sistema organizzativo, la responsabilizzò, iniziando un immenso lavoro di rinnovamento.
Più tardi (1957) indisse la grande Missione e nella Lettera inviata ai Milanesi in quella occasione, appare la sua preoccupazione di comunicare con tutti, tenendo alti i valori della fede.
Questa preoccupazione si manifestò anche nel campo sociale e Santa Maria del Rosario ebbe occasione di sperimentarlo assai presto. Infatti, nello stesso anno 1955, egli si interessò del Gruppo ACLI della Parrocchia, che era stato fondato già nel 1949 ed al quale continuava a dedicarsi attivamente don Ezio Orsini che, come si è detto, divenne poi Assistente Provinciale.
Montini ricevette in udienza quei sacerdoti che avevano cura di quel settore e li incoraggiò a continuare il lavoro.
Nello stesso anno 1955 fu personalmente presso le ACLI di Santa Maria del Rosario, che erano ospitate nella Casa delle Associazioni Parrocchiali (fondata nel 1950) ove si trovavano già il Circolo Giovanile e Uomini.
1959
I segni del rinnovamento si manifestarono ancor più allorché, morto Pio XII il mondo salutava il nuovo Papa nel la indimenticabile figura di Giuseppe Roncalli, Giovanni XXIII, che indisse il Concilio Vaticano II.
1960
Fu auspicato un colloquio più stretto coi fedeli ed apparve l'immagine di una fede più sentita nel profondo delle coscienze e concepita come servizio verso il prossimo.
1961
L'8 gennaio 1961 l'Arcivescovo Montini veniva in Visita Pastorale in Santa Maria del Rosario, dove era ricevuto solennemente.
Nell'Omelia, la sua parola sobria ed incisiva suscitava quell'immagine nuova che, non solo riassumeva tutti i principi del Concilio, ma esprimeva tutti i motivi montiniani. La famiglia considerata cellula prima della Parrocchia, la Parrocchia centro della Società, la necessità di un'educazione non superficiale né formale, il Vescovo messaggero di Cristo, necessità di comunicazione e di dialogo.
Con tali premesse occorreva un radicale rinnovamento in ogni Parrocchia. I tempi non erano facili ed anche in Santa Maria del Rosario si ebbe un momento di adeguamento.
1963
Nel 1963 Papa Giovanni XXIII moriva tra il generale compianto e l'Arcivescovo di Milano, Montini, diveniva Papa col nome di Paolo VI.
Sono ben noti il suo impegno per continuare l'opera del Concilio e la sua sofferta comprensione per il mondo in evoluzione.
Don Zaroli incominciò subito col porre al centro della sua azione l'Oratorio ed a richiamare l'attenzione sulla necessità di riformarlo.
Nel nuovo Bollettino Parrocchiale, "Lanterna", esortava i Parrocchiani a partecipare alla vita della Chiesa ed insisteva sulla frequenza all'Oratorio.
Sulla stessa "Lanterna", egli aveva istituito una rubrica "Il padre ai figli", che fu un lungo continuo colloquio coi fedeli su tutti i più vivi argomenti di fede e sui problemi della Parrocchia.
1964
Questo colloquio s'interruppe soltanto con la sua morte che ebbe luogo il 29 dicembre 1964. In quei giorni la "Lanterna" pubblicava la sua lettera-testamento spirituale colla quale si congedava dai fedeli.
Tratto da: SANTA MARIA DEL
ROSARIO - UNA PARROCCHIA MILANESE
(Vittoria Cesari Rosti -1989)