SANTA MARIA DEL ROSARIO

Parrocchia prepositurale

Via Solari, 22
20144 MILANO

 
LA NUOVA CHIESA

La Chiesa di Santa Maria del Rosario nacque veramente per volontà popolare. La generosità dei fedeli, lo zelo di alcuni Sacerdoti, le donazioni, che potremmo dire "corali", perché estese ad ogni ceto sociale, permisero di costruirla pietra su pietra.

Da piccola Cappella a Chiesa Operante, a Parrocchia, Santa Maria del Rosario ha ormai percorso un lungo cammino, non sempre semplice né facile. Difficoltà di ogni genere, particolarmente economiche, ne ritardarono la realizzazione, ma tutto fu superato, sempre con tenacia e determinazione.

Il Cardinal Ferrari, che nella sua lungimirante sensibilità pastorale ne comprese la vocazione popolare e l'importanza futura, contribuì con costante assistenza al processo formativo della nuova Chiesa. La sua figura di Pastore é rimasta viva nei documenti parrocchiali ove appare sempre sollecita e partecipe dei problemi che sorgevano numerosi. ora egli cerca di facilitarne l'avvio, ora ne benedice personalmente la prima pietra, ora si preoccupa delle sue difficoltà economiche, ora l'affida direttamente ad una persona di notevole cultura ed attività, don Giovanni Rossi, il compianto animatore della "Cittadella" di Assisi.

Anche don Giovanni Rossi molto operò per questa Chiesa. La sua firma appare spesso in Documenti Parrocchiali riguardanti la formazione di Commissioni atte ad accelerarne la costruzione o a sostenerne le difficoltà; queste Lettere provenivano dalla Curia, essendo egli Segretario dell'Arcivescovo.

L'impegno dei fedeli e dei Sacerdoti fu continuo, così che di anno in anno si giunse al 25 ottobre1914, giorno in cui la Chiesa fu solennemente inaugurata e consacrata.

In quell'occasione, i fedeli di Santa Maria del Rosario posero una Epigrafe in fondo alla navata sinistra, nella quale esprimevano tutta la loro gratitudine al Cardinal Ferrari, nel XXV anno della sua nomina episcopale, non solo per il sostegno e l'aiuto dati nella fondazione della Chiesa, ma anche per il coraggio mostrato nell'intraprenderne l'opera.

Una invocazione alla Vergine chiede protezione contro i nemici della fede in tempi ad essa avversi.

Ecco il testo dell'Epigrafe:

 

TEMPLUM HOC
MARIAE VIRGINI A SACRO ROSARIO NUNCUPATAE
A C. FERRARI - PATRIS - PURPURATI
MEDIOLANENSIUM - ARCHIEPiSCOPI
PlETATE - MUNIFICENTIA - INGENTI AUSU
EXTRUCTUM
MEDIOLANENSES - UT - PONTIFICEM SUUM
ANNO XXV - AB - EPISCOPI - DIGNITATE - SUSCEPTA
CELEBRARENT
SOLLEMNlTER - DEDICAVERUNT
VII - KAL - NOV - MDCCCCXIV
O VIRGO - EXORATA
QUOD - HOSTES - NOMINIS - CHRISTIANI - DEVICERIS
INTUERE - SUPPLICES
DUM - HOSTILES - ITERUM - INGRUUNT - COPIAE

 

Traduzione:

I Milanesi, per onorare il proprio Arcivescovo, nel XXV anno della sua nomina episcopale, gli dedicarono solennemente questa Chiesa intitolata a Maria Vergine detta del Santo Rosario (e) costruita grazie alla bontà,  alla generosità ed al grande coraggio di Andrea Carlo Ferrari, Padre (e) Cardinale Arcivescovo dei Miianesi.
25ottobre1914.
O vergine vivamente pregata, poiché vincesti i nemici del nome cristiano, guarda coloro che ti supplicano mentre di nuovo incalzano le schiere nemiche.

 

Queste parole mentre sintetizzano con chiarezza le difficoltà iniziali della fondazione della Chiesa, intrapresa "ingenti ausu" (con grande coraggio) perfino da parte dell'Arcivescovo, nell'invocazione alla Vergine testimoniano l'avversità dei tempi.

L'edificio, in quei giorni, si presentava completo nella forma generale (un falso romanico in mattoni lombardi, con l'interno scandito da tre navate divise da colonne), ma, come si vedrà, ancora privo di molti particolari.

Negli anni successivi, sempre col concorso generoso della popolazione, verrà pian piano completato ed oggi, tranne alcuni mutamenti e restauri lo vediamo come era e come fu progettato dall'arch. don Enrico Locatelli, Parroco di Vergiate.

Solo la facciata ha subito un cambiamento: tolto "l'oculo" o finestrone circolare di tipo romanico, vi sono state aperte tre grandi finestre-vetrate. All'esterno è stato aggiunto un motivo di archetti.

La Chiesa concludeva così nel 1914 il suo primo periodo di vita e ne apriva un secondo assai più breve, che potremmo dire di attesa. Infatti, nonostante la sua attività e la vastità del territorio assegnatole, non era ancora divenuta Parrocchia, ma era ancora "Chiesa con territorio d'immediata giurisdizione arcivescovile".

Solo nel 1919, riconosciuta ufficialmente come Parrocchia, iniziò il terzo periodo della sua vita.

Questo lungo ed importante periodo arriva fino ad oggi, ed é scandito nel tempo dalle epoche in cui i vari Parroci la guidarono, ciascuno con personalità diverse.

In novanta anni di vita, in questa Chiesa sono passate molte generazioni, molti le hanno dedicato il proprio lavoro e la propria missione: oggi possiamo dire che tutti coloro che hanno vissuto, operato, pregato hanno contribuito a fare di una casa di pietra una "casa di preghiera".

Tratto da: SANTA MARIA DEL ROSARIO - UNA PARROCCHIA MILANESE
(Vittoria Cesari Rosti -1989)