Decanato Vercellina

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La nostra parrocchia S.Maria del Rosario in Via Andrea Solari, 22 è la lettera A

3 Febbraio – Il Cardinale Scola in visita Pastorale

Quando.

Venerdì 3 febbraio 2017, presso la Basilica di san Vittore al Corpo,
Via san Vittore 25, ore 20.45.

L’ingresso è libero. Non ci sarà la celebrazione della Messa, ma si tratterà di un incontro-dialogo con l’Arcivescovo.

Che cosa è la visita pastorale.

La Visita Pastorale è l’incontro dell’Arcivescovo con la comunità del nostro territorio. Egli si fa presente per esercitare, assieme ai suoi collaboratori, la responsabilità nel convocare, guidare, incoraggiare e consolare il popolo santo di Dio che gli è stato affidato. Il nostro Arcivescovo vuole proporre la Visita Pastorale secondo una modalità feriale. Significa che intende compiere una seria e fruttuosa verifica di come la comunità ha accolto gli indirizzi proposti dal suo magistero per una “conversione pastorale e missionaria”.

Come si svolgerà la visita pastorale.

Tutte le comunità si stanno da tempo preparando alla visita pastorale. Il cuore della Visita sarà l’incontro del 3 febbraio con l’Arcivescovo. A questo momento sono invitati tutti i sacerdoti, i diaconi, i consacrati e i laici delle comunità parrocchiali del centro storico di Milano. Sarà soprattutto un momento di confronto. L’Arcivescovo, infatti, risponderà ad alcune domande sulla vita pastorale delle comunità e sui problemi aperti. Una commissione – delegata dai Consigli Pastorali delle comunità – sta preparando alcune domande. I contenuti di riferimento. Sono gli indirizzi pastorali che l’Arcivescovo ci ha offerto in questi anni. L’esortazione costante e di fondo è quella di formarsi per riconoscere che la fede anima la vita quotidiana di ciascuno. Il cristiano è chiamato ad essere un testimone dell’amore di Dio che si è manifestato in Gesù, in tutti gli ambienti di vita. In questo senso l’Arcivescovo ha chiesto di “Educarsi al pensiero di Cristo” (Lettera pastorale 2015/2016), dopo avere specificato che l’ambito della vita cristiana, anche dell’azione pastorale delle parrocchie, è il “mondo” (vedi “Il campo è il mondo”, Lettera pastorale 2013). Ma la testimonianza cristiana non è semplicemente impresa del singolo. È la comunità che nel suo insieme deve diventare “Comunità educante”, offrendo un volto di Chiesa accogliente, animato dallo stile della misericordia; soprattutto il volto di una Chiesa che sa “uscire”, riconoscendo l’azione dello Spirito nella realtà della vita delle persone, come sempre ricorda Papa Francesco.Occorre quindi decisamente superare la tentazione di una fede “individualista” e la divisione tra le attività pastorali delle parrocchie e la “pastorale d’ambiente”. In particolare tutti i gruppi, le associazioni e i movimenti se da un lato vanno riconosciuti nelle loro specificità, dall’altro devono sentirsi tutti coinvolti nell’unica missione evangelizzatrice della Chiesa (“Pluriformità nell’unità”). “La famiglia è il soggetto primario dell’educazione al pensiero di Cristo e la più comune attuazione della vocazione e missione dei fedeli laici nella Chiesa. Ogni riforma della Chiesa sarebbe vana se prescindesse dalla centralità del matrimonio e della famiglia” _ (Educarsi al pensiero di Cristo p. 60). La Visita Pastorale è anzitutto occasione per le nostre comunità di verificare se ci si è messi in cammino secondo questi indirizzi. È una verifica che ha il suo avvio nel confronto sulla vitalità dei “quattro pilastri” che reggono e animano ogni comunità cristiana, così come sono espressi in Atti 2, 42-47 (vedi “Il Dio vicino”, Lettera pastorale 2011).

(Testo a cura del Decanato – centro Storico)


La visita pastorale del cardinale di Milano al centro storico… perché non vado anche io? … Andrò, andrò!

Nel cap. XXII e XXIII dei Promessi Sposi, si narra che durante una visita pastorale del cardinale Federigo Borromeo, l’Innominato si mosse a sincera conversione e cambiò vita… “Perchè non vado anch’io?”, si chiede l’Innominato, decidendosi infine per l’incontro con il cardinale di Milano. E allora, perchè non vieni anche tu alla visita pastorale del prossimo 3 febbraio? Dai “Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni, cap. XXII. Poco dopo, il bravo venne a riferire che, il giorno avanti, il cardinal Federigo Borromeo, arcivescovo di Milano, era arrivato in visita a ***, e ci starebbe tutto quel giorno; e che la nuova sparsa la sera di quest’arrivo ne’ paesi d’intorno aveva invogliati tutti d’andare a veder quell’uomo; e si scampanava più per allegria, che per avvertir la gente. L’Innominato, rimasto solo, continuò a guardar nella valle, ancor più pensieroso. “Per un uomo! Tutti premurosi, tutti allegri, per vedere un uomo! E per ognuno di costoro avrà il suo diavolo che lo tormenti. Ma nessuno, nessuno n’avrà uno come il mio; nessuno avrà passata una notte come la mia! Cos’ha quell’uomo, il cardinale di Milano, per render tanta gente allegra? Qualche soldo che distribuirà così alla ventura… Ma costoro non vanno tutti per l’elemosina. Ebbene, qualche segno nell’aria, qualche parola… Oh se le avesse per me le parole che possono consolare! se…! Perchè non vado anch’io? Perchè no?… Andrò, andrò! E gli voglio parlare: a quattr’occhi gli voglio parlare. Cosa gli dirò? Ebbene, quello che, quello che… Sentirò cosa sa dir lui, quest’uomo!” (…) Arrivato al paese, l’Innominato trovò una gran folla; ma il suo nome passò subito di bocca in bocca; e la folla s’apriva. S’accostò a uno, e gli domandò dove fosse il cardinale. “In casa del curato,” rispose quello, inchinandosi, e gl’indicò dov’era. l’Innominato andò, entrò in un cortiletto dove c’eran molti preti, che tutti lo guardarono con un’attenzione maravigliata e sospettosa. Vide dirimpetto un uscio spalancato, che metteva in un salottino, dove molti altri preti eran congregati. Si levò la carabina, e l’appoggiò in un canto del cortile; poi entrò nel salottino: e anche lì, occhiate, bisbigli, un nome ripetuto, e silenzio. Lui, voltatosi a uno di quelli, gli domandò dove fosse il cardinale; e che voleva parlargli. “Io son forestiero,” rispose l’interrogato, e data un’occhiata intorno, chiamò il cappellano crocifero, che in un canto del salottino, stava appunto dicendo sotto voce a un suo compagno: “colui? quel famoso? che ha a far qui colui? alla larga!” Però, a quella chiamata che risonò nel silenzio generale, dovette venire; si inchinò alI’innominato, stette a sentir quel che voleva, e alzando con una curiosità inquieta gli occhi su quel viso, e riabbassandoli subito, rimase lì un poco, poi disse o balbettò: “non saprei se monsignore illustrissimo… in questo momento… si trovi… sia… possa… Basta, vado a vedere.” E andò a malincorpo a far l’imbasciata nella stanza vicina, dove si trovava il cardinale. Cap. XXIII. Il cardinal Federigo, intanto che aspettava l’ora d’andar in chiesa a celebrar gli ufizi divini, stava studiando, com’era solito di fare in tutti i ritagli di tempo; quando entrò il cappellano crocifero, con un viso alterato… – Una strana visita, strana davvero, monsignore illustrissimo!

(…continua a leggere sulla copia dei “Promessi Sposi” che hai certamente a casa..)

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